L’al di là

NDEDoverosa premessa: nonostante le percentuali bulgare delle primarie e delle ultime elezioni europee – che lo investono automaticamente del rango di “El dictator” (alla sudamericana) – non ho cambiato idea sul nostro attuale Primo ministro. Sono troppe le criticità della sua azione governativa, troppe le zone d’ombra e altrettante quelle di opportunismo, per farmi convincere da un paio di buoni messaggi politici (nella fattispecie, gli 80 euro in busta paga e l’adesione al PSE), e perciò mediatici. Messaggi che personalmente ritengo finalizzati ad un unico scopo (il solito): allargare la base del consenso. Cosa fare con tutto questo consenso è – se vogliamo – il vero nocciolo della questione.
E poi, diciamolo francamente (con Superpippo; non Inzaghi, quell’altro): sul carro dei vincitori ormai non c’è più posto, visto che ci sono saliti più o meno tutti.

Breve dialogo postprandiale e immaginario (anziché no) con un collega, anche lui – come me – tra i pochi “salvati” fra i tanti “sommersi” della riforma Fornero (ve la ricordate la Fornero?).

Io: “[…] che poi, vedi: anche questa cosa degli 80 euro, a me sembra strumentale. E comunque è un provvedimento una tantum, fatto guarda caso – maligno io! – proprio in concomitanza con la scadenza elettorale.”

Il collega: “Guarda che non è una tantum. Il bonus dura fino a fine anno.”

Io: “Non è questo il punto. Ci sono altre problematiche; altre difficoltà. Non si parla di precari, di pensioni. Se si è sempre criticata la CGIL perché difende gli interessi della solita classe di lavoratori, non vedo come si possa applaudire Renzi adesso.”

Il collega: “Però intanto inizia a mettere in tasca questi 80 euro al mese fino a dicembre. Ottanta euro per 8 mesi, sono 640 euro. Mica male.”

Io: “Non è male no. Però, ragionando così, tu ed io dovremmo anche convenire che la riforma del lavoro fatta dalla Fornero sia la migliore degli ultimi 150 anni (cit.)”

Silenzio.

Perché devo dire che il mio collega ha ragione: 640 euro all’anno (in realtà meno, tra tasse e tutto il resto) fanno senza dubbio comodo. Poi però mi guardo attorno e vedo due amici che non solo non hanno percepito alcun bonus nella busta paga del mese di maggio, ma hanno addirittura ricevuto la comunicazione che a giugno il loro contratto di lavoro a progetto non verrà confermato.
Collettività… Società… Ormai sono parole vuote. Eppure non serve fare tanta strada per andare “al di là” – un “al di là” nient’affatto mistico e molto più terreno e prosaico. Il più delle volte è proprio lì, un palmo oltre il nostro naso. Iniziare da qui sarebbe già un bel passo avanti per tutti, qualsiasi fede e colore abbiamo.

P.S.: certo che 40,8 è una bella percentuale; 42 (gli astenuti) però è migliore…
Facciamoci le solite due risate, va’ (con colonna sonora quanto mai appropriata)
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4afafdf5-38bd-4d0f-942f-e9384be399fc.html#p=0

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