La guerra dei bottoni

O meglio, dei pulsanti (espulso sì, espulso no?)

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La frase del giorno fra i pentastellati pare essere: “Siamo in guerra, via i disertori”. Personalmente non ho mai visto una guerra combattuta in modo tanto anodino verso il presunto nemico esterno. Non è ad ogni modo questo il punto fondamentale. Il punto fondamentale sono le pratiche interne. I comportamenti. Perché, come dice Gilioli, “le pratiche sono il vero banco di prova di chiunque abbia un progetto politico”. E la buona attività parlamentare, quelle che potremmo definire le “buone azioni”, non bastano a redimere le vecchie; non bastano a cancellare criticità finora irrisolte e apparentemente irrisolvibili.
Io credo che il MoVimento 5 stelle sia dinanzi a un bivio. E’ proprio di ogni movimento pseudo o pararivoluzionario vedere ovunque la controrivoluzione; il modo di reagire dinanzi a questa minaccia vera o presunta (e la capacità di discernere la differenza tra le due) segnano il confine tra l’evoluzione totalitaria e l’evoluzione democratica. Tra vero anelito rivoluzionario e mera dissimulazione reazionaria.

Facciamoci una risata, va’…

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