Burocrati dell’Ortodossia Reaganista in Germania (BORG)

borg_resistance_is_futile_zip_hoodie_darkOgni attacco BORG, nell’immaginifico universo di Star Trek, è preceduto da una frase terribile, per il carico di spietatezza e inesorabilità insito in essa: «Resistance is futile», ovvero La resistenza è inutile.
La stessa frase è ormai anche il motto non scritto dell’Unione Europea a trazione germanica. O meglio, della Grande Germania Europea. Il sogno vagheggiato da un ometto baffuto col ciuffo unto e dai suoi accoliti pare finalmente divenuto realtà, e oggi come allora il popolo teutonico pare tutto schierato dalla parte del potere (vedasi parole e azioni del sedicente socialista Martin Schulz, roba che quasi ci tocca riabilitare zio Silvio per avergli dato del kapò).

La Germania del 2015 però non somiglia molto ai suoi antenati dalla croce uncinata, non consegue la supremazia attraverso la violenza delle armi, l’invasione e la devastazione diretta, bensì attraverso il controllo politico ed economico; e l’assimilazione al suo credo e ai suoi interessi. Esattamente come l’Impero BORG.

La Grecia non è una vittima innocente di questo processo, anche se gli errori non sono certo stati tutti dalla sua parte nel corso di questi anni. Peccato originale: l’ingresso nella UE. E tuttavia, che i bilanci ellenici fossero quanto meno “sospetti” era cosa nota ed evidente fin dal 1995. Dov’erano allora gli organismi di controllo che decisero (scientemente e dolosamente?) di non fare le necessarie verifiche o che le fecero “mentula canis”? Semplice: erano già stati assimilati.

Balzo in avanti e siamo al 2010-2011, ai prestiti incassati da governi greci più o meno tecnici (e perciò più o meno assimilati) non per risollevare l’economia del Paese, bensì per risarcire le banche tedesche e francesi grandemente esposte dopo aver comprato quote di appetitoso debito ellenico (interessi al 15%), mentre la popolazione di Atene e dintorni vedeva le proprie condizioni di vita farsi sempre più difficili, precarie, malsane. Perché occorre chiarire questo punto, spesso oggetto di mistificazioni anche a mezzo stampa nelle ultime settimane: dei soldi finora arrivati in Grecia e provenienti anche dalle nostre latitudini (a proposito: qualcuno dei nostri governanti ci ha mai chiesto il permesso per prenderci quei soldi, magari attraverso un referendum? No? Allora sull’argomento meglio evitare di urinare fuori dal vaso, invocando oggi – e assai tardivamente – la consultazione popolare), il popolo ellenico non ha visto il becco d’un quattrino.
Segno prognostico dell’imminente apocalisse BORG? Di recente la cosa più chiara e sensata sull’argomento è stata detta pubblicamente da D’Alema.

E siamo a oggi, a quella grande esperienza di democrazia che è stata il referendum di 8 giorni fa. Una sbornia vera, colossale per tutti coloro che credono ancora nella “Democrazia” intesa come idea e aspirazione da guadagnare e esercitare con abnegazione e costanza e non come semplice parola, come lemma nel dizionario ormai scontato e consolidato, semplicemente perché “viviamo nei civilissimi paesi occidentali”. Quel referendum però era un azzardo, un bluff; in molti lo sospettavano. La conferma è arrivata stamani, all’Eurosummit di Bruxelles in cui Alexis Tsipras ha dovuto accettare sostanzialmente tutte le pretese dei suoi oppositori al solo scopo di ottenere un altro prestito necessario a non far fallire il suo paese (che per altro, tecnicamente è già fallito almeno due volte: miracoli della finanza del 2000). La concessione del suddetto prestito non è però aprioristica e incondizionata, ma subordinata all’attuazione di determinate riforme da approvare in Parlamento (greco) nel breve volgere di una settimana (aumento dell’IVA, privatizzazioni, ecc. Insomma una replica di tutto quello che finora ha avuto soltanto effetti negativi) più – pare – una bella revisione al codice di procedura civile.
La regina BORG Angela ha parlato. Nessuna possibilità di autonomia. Nessuno spazio di manovra. Accettazione totale del dogma, o morte.

Questa vicenda ci insegna che un voto democratico non ha alcun valore contro il potere dei Burocrati dell’Ortodossia Reaganista in Germania (B.O.R.G.). O si ha davvero il coraggio di fare la Rivoluzione (ovvero uscire dall’Euro; ma a quale prezzo?) oppure ogni Resistenza è inutile. Saremo tutti assimilati.
Noi Italiani però non dobbiamo preoccuparci: siamo stati già assimilati anni fa.

Decadentismo

Racconto fantascientifico anziché no (indegnissimamente ispirato a Philip K. Dick)

Copertina_di_Le_tre_stimmate_di_palmer-eldritchIl vecchio Leader guardò la sua immagine triste, gonfia e cadente riflessa nello specchio. Lo spesso strato di cerone si stava sciogliendo sotto la luce artificiale del tungsteno rovente.
– Ancora una volta… – mormorò.
Alle sue spalle udì un fruscio. Il fedele Famiglio lo aveva seguito sin dentro al camper, parcheggiato al lato della piazza in cui il Leader aveva appena tenuto il suo ultimo comizio.
– Che farete ora, padrone? – chiese preoccupato l’umile servitore.
– Mi toccherà espatriare. Come l’ultima volta. – rispose il Leader.
Il Famiglio parve non comprendere. Aggrottò le sopracciglia con aria dubbiosa. Poi capì. – Ah, intendete con l’altro corpo –
Il Leader annuì, svuotato. Non aveva neppure la forza di rispondere. Si sentiva stanco, sfibrato. Quando aveva abbandonato il vecchio involucro consunto dalla malattia e dal caldo africano, non aveva avuto molta scelta. S’era dovuto adattare ad un nuovo contenitore già ad uno stadio avanzato dell’evoluzione. Aveva provato in tutti i modi a mantenerlo immutato, tirando la pelle inflaccidita, cospargendosi il capo di peli bitumosi. Aveva ritardato gli effetti dell’invecchiamento, ma non era servito. Ancora una volta, la Legge era giunta prima dell’usura.
– Stavolta dove andrete, mio padrone? – chiese il Famiglio – Non tornerete in Tunisia, voglio sperare! –
– Macché! – esclamò il Leader. Non fu in grado di dire altro. Si lasciò cadere pesantemente nella poltrona e accese la televisione.
Il volto spigoloso e occhialuto del Premier apparve immediatamente. Sotto al cranio lucido e rotondo, si allargava un’espressione di serafico e immoto compiacimento. Al suo fianco, il Presidente di Petrolandia illustrava soddisfatto i termini dei nuovi accordi commerciali appena stipulati.
Il Leader strinse il bracciolo in un impeto di furia. Il Presidente di Petrolandia era sempre stato uno dei suoi amici più affezionati, mentre ora socializzava con il suo peggior nemico. D’altro canto non c’era da stupirsi. Anche lui lo aveva fatto, e per ben dieci anni, quando entrambi avevano sembianze diverse da quelle attuali.
– Non capisco perché scelga sempre dei corpi così banali e insignificanti – osservò il Famiglio, indicando la figura sullo schermo – E perché non faccia nulla per renderli più appetibili. Certo, almeno questo non ha la gobba e le orecchie a sventola… –
– Almeno i suoi sono più longevi – ammise il Leader a malincuore. Non era comunque quello il nocciolo della questione. La Legge aveva provato a ghermire anche il suo avversario, quando ancora occupava il vecchio involucro; ma aveva fallito. O lui era stato bravo a non farsi catturare.
Il Famiglio si avvicinò all’apparecchio e premette il pulsante di spegnimento. – Preparo i bagagli per Alpha Centrauri, padrone? –
Il Leader scosse il capo. – Non è il momento di tornare a casa. La guerra non è perduta. Ho già in serbo una sorpresa per lui. – Osservò lo schermo nero con un ghigno, involontariamente accentuato dal labbro molle e cadente. – Il mio nuovo involucro è quasi pronto. L’ho posizionato dove lui nemmeno se lo aspetta. Eleveremo a vette più alte il concetto di “serpe in seno”. Vedrai, stavolta non fallirò. – Rise. – Non con quel meraviglioso accento toscano! –

Nota: ogni riferimento a fatti, persone o cose realmente esistenti e/o accadute (negli ultimi giorni oppure no) è puramente casuale (…). Qualora qualche fatto, persona o cosa ci si riconoscesse, o riconoscesse un fatto persona o cosa di sua conoscenza, si ribadisce che ogni riferimento è puramente casuale (…). Si ribadisce anche che la tastiera non funziona e inserisce puntini di sospensione a caso. La foto allegata, per quanto estremamente evocativa (o forse ognuno vede nelle immagini ciò che la mente conosce meglio), è tratta dalla REALE copertina di un volume di Philip K. Dick, ovvero Le tre stimmate di Palmer Eldricht (bello, lo si consiglia), come certifica il link http://www.futureshock-online.info/pubblicati/fsk35/html/chiappetti.htm.