I professionisti

8013123009357Dice il parlamentare pentastellato Alessandro Di Battista che Alexis Tsipras “si è dimostrato un dilettante, sostanzialmente per non aver fatto uscire la Grecia dall’Euro. Tralasciando per un momento il buon senso che imporrebbe le necessarie riflessioni su rischi e benefici di un eventuale abbandono della moneta unica, vorrei soffermarmi su dialettica e lessico del buon deputato grillino, in particolare sulla parola “dilettante”, che poi è il contrario di “professionista“.

Effettivamente Tsipras è stato un dilettante: dopo il primo exploit del suo partito alle elezioni greche del 2012, ha tentato in tutti i modi di vincere quelle del 2015. Da vero dilettante qual è, è riuscito ad ottenere il suo scopo ed è stato perciò incaricato di formare il Governo. Sempre perché è un dilettante, non si è accontentato di speculare sui consensi ricevuti, ma ha provato concretamente a portare avanti il programma con il quale era stato eletto. Come definire poi la decisione di indire un referendum e di convocare il popolo del suo Paese alle urne – e non in un forum privato con obbligo di registrazione su una piattaforma gestita da un’azienda privata – se non come la scelta di un dilettante? E ovviamente ancora da dilettante è stata l’accettazione delle inique pretese dell’Eurogruppo del 12/13 luglio, quando l’unica alternativa rimasta era una fuoriuscita dalla moneta unica che avrebbe precipitato la Grecia dall’emergenza sociale a quella umanitaria.

Un professionista (un VERO professionista) avrebbe agito diversamente. Per esempio avrebbe allontanato o sabotato ogni possibilità di governare il proprio Paese, in solitaria o in coabitazione, evitando così di assumersi anche la più insignificante delle responsabilità; oppure avrebbe approfittato delle debolezze insite nel tessuto sociale e culturale per cavalcare idee e teorie populiste, obnubilando completamente il senso di realtà; o ancora avrebbe evitato di prendere posizioni nette e definite su uno qualsiasi dei grandi temi politici e sociali del nostro tempo, producendosi a giorni alterni in indecifrabili borborigmi vocali o irrealizzabili proposte mentula canis. O infine avrebbe optato per il più gettonato dei “numeri”, reso possibile dal combinato disposto dei precedenti: la critica pregiudiziale dell’altro, arricchita dall’immancabile “io avrei sicuramente saputo fare meglio”.

E’ ovvio quindi che ha ragione Di Battista: Tsipras è un dilettante perché ha tentato e ha fallito. Un vero professionista non tenta mai nulla, se non a parole. Così ha la certezza di non fallire (e di non riuscire) mai.

Alessandro Di Battista (a sinistra)

Alessandro Di Battista (a sinistra)

Burocrati dell’Ortodossia Reaganista in Germania (BORG)

borg_resistance_is_futile_zip_hoodie_darkOgni attacco BORG, nell’immaginifico universo di Star Trek, è preceduto da una frase terribile, per il carico di spietatezza e inesorabilità insito in essa: «Resistance is futile», ovvero La resistenza è inutile.
La stessa frase è ormai anche il motto non scritto dell’Unione Europea a trazione germanica. O meglio, della Grande Germania Europea. Il sogno vagheggiato da un ometto baffuto col ciuffo unto e dai suoi accoliti pare finalmente divenuto realtà, e oggi come allora il popolo teutonico pare tutto schierato dalla parte del potere (vedasi parole e azioni del sedicente socialista Martin Schulz, roba che quasi ci tocca riabilitare zio Silvio per avergli dato del kapò).

La Germania del 2015 però non somiglia molto ai suoi antenati dalla croce uncinata, non consegue la supremazia attraverso la violenza delle armi, l’invasione e la devastazione diretta, bensì attraverso il controllo politico ed economico; e l’assimilazione al suo credo e ai suoi interessi. Esattamente come l’Impero BORG.

La Grecia non è una vittima innocente di questo processo, anche se gli errori non sono certo stati tutti dalla sua parte nel corso di questi anni. Peccato originale: l’ingresso nella UE. E tuttavia, che i bilanci ellenici fossero quanto meno “sospetti” era cosa nota ed evidente fin dal 1995. Dov’erano allora gli organismi di controllo che decisero (scientemente e dolosamente?) di non fare le necessarie verifiche o che le fecero “mentula canis”? Semplice: erano già stati assimilati.

Balzo in avanti e siamo al 2010-2011, ai prestiti incassati da governi greci più o meno tecnici (e perciò più o meno assimilati) non per risollevare l’economia del Paese, bensì per risarcire le banche tedesche e francesi grandemente esposte dopo aver comprato quote di appetitoso debito ellenico (interessi al 15%), mentre la popolazione di Atene e dintorni vedeva le proprie condizioni di vita farsi sempre più difficili, precarie, malsane. Perché occorre chiarire questo punto, spesso oggetto di mistificazioni anche a mezzo stampa nelle ultime settimane: dei soldi finora arrivati in Grecia e provenienti anche dalle nostre latitudini (a proposito: qualcuno dei nostri governanti ci ha mai chiesto il permesso per prenderci quei soldi, magari attraverso un referendum? No? Allora sull’argomento meglio evitare di urinare fuori dal vaso, invocando oggi – e assai tardivamente – la consultazione popolare), il popolo ellenico non ha visto il becco d’un quattrino.
Segno prognostico dell’imminente apocalisse BORG? Di recente la cosa più chiara e sensata sull’argomento è stata detta pubblicamente da D’Alema.

E siamo a oggi, a quella grande esperienza di democrazia che è stata il referendum di 8 giorni fa. Una sbornia vera, colossale per tutti coloro che credono ancora nella “Democrazia” intesa come idea e aspirazione da guadagnare e esercitare con abnegazione e costanza e non come semplice parola, come lemma nel dizionario ormai scontato e consolidato, semplicemente perché “viviamo nei civilissimi paesi occidentali”. Quel referendum però era un azzardo, un bluff; in molti lo sospettavano. La conferma è arrivata stamani, all’Eurosummit di Bruxelles in cui Alexis Tsipras ha dovuto accettare sostanzialmente tutte le pretese dei suoi oppositori al solo scopo di ottenere un altro prestito necessario a non far fallire il suo paese (che per altro, tecnicamente è già fallito almeno due volte: miracoli della finanza del 2000). La concessione del suddetto prestito non è però aprioristica e incondizionata, ma subordinata all’attuazione di determinate riforme da approvare in Parlamento (greco) nel breve volgere di una settimana (aumento dell’IVA, privatizzazioni, ecc. Insomma una replica di tutto quello che finora ha avuto soltanto effetti negativi) più – pare – una bella revisione al codice di procedura civile.
La regina BORG Angela ha parlato. Nessuna possibilità di autonomia. Nessuno spazio di manovra. Accettazione totale del dogma, o morte.

Questa vicenda ci insegna che un voto democratico non ha alcun valore contro il potere dei Burocrati dell’Ortodossia Reaganista in Germania (B.O.R.G.). O si ha davvero il coraggio di fare la Rivoluzione (ovvero uscire dall’Euro; ma a quale prezzo?) oppure ogni Resistenza è inutile. Saremo tutti assimilati.
Noi Italiani però non dobbiamo preoccuparci: siamo stati già assimilati anni fa.