Metodo buffo

— post retrodatato —

Il 4 novembre scorso il Ministro di grazia e giustizia Annamaria Cancellieri ha denunciato contro di lei l’uso del metodo Boffo, per l’affaire Ligresti.

Nel merito della questione, la migliore riflessione che potrei partorire non saprebbe probabilmente essere più incisiva e rappresentativa del mio pensiero di quella fatta dall’ottimo Alessandro Gilioli qui.

Riguardo al metodo Boffo invece, proporrei un’operazione tipica dell’apprendimento scolastico, ovvero un bel ripasso.

Il 28 agosto 2009 Vittorio Feltri (direttore de Il Giornale) ritenendo incoerenti le critiche rivolte dal direttore dell’Avvenire Dino Boffo al Presidente del Consiglio Berlusconi, pubblica un certificato del casellario giudiziale da cui risulta una condanna di Boffo per molestie e un documento (presentato come un’informativa della polizia) che diffonde la voce sulla presunta omosessualità dello stesso Boffo. Questa voce, attribuita dal documento al Tribunale di Terni e come tale riproposta da Feltri, viene però smentita dal gip di Terni. La vicenda riferita da Feltri risale al 2002, quando Boffo venne denunciato da una donna per molestie telefoniche. Qualche giorno dopo il Ministro dell’Interno smentisce l’ipotesi di “schedatura” da parte della polizia nei confronti di Boffo.
Il 4 dicembre 2009 Feltri scrive sul Giornale che «La ricostruzione dei fatti descritti nella nota, oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali».
Il 26 marzo 2010 il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti di Milano sospende per sei mesi Feltri dall’albo dei giornalisti per le false accuse a Boffo che ne hanno violato la dignità personale e il decoro professionale e per le rivelazioni falsamente attribuite al Tribunale di Terni.

(Estrapolazione da Wikipedia)

In estrema sintesi, su Dino Boffo vennero pubblicate notizie false, esagerate e diffamatorie, attinenti alla sfera privata del giornalista, piuttosto che a quella professionale.
Ci sarebbe altro da aggiungere, ma al momento è sufficiente questo per descrivere una prassi ormai divenuta celeberrima con il nome di “metodo Boffo“.

Sul ministro Cancellieri sono state pubblicate notizie vere, certificate e riferite oltretutto alla sua attività di Ministro della giustizia.
Ci sarebbe altro da aggiungere, ma al momento è sufficiente questo per descrivere una prassi che non ha nulla a che vedere con il metodo Boffo, e che anzi potrebbe essere ribattezzata con il nome di “metodo buffo“. Di difendersi.

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