Viceré e Gattopardi

Trascorro una settimana in Turchia (a Istanbul; magari ne scriverò nel week end) e in Italia succede di tutto: dimissioni di ministri, crisi di governo, uno dei tre maggiori partiti italiani pronto ad una inopinata quanto imprevedibile (fino a qualche giorno prima) scissione… Fuoco, fiamme, fulmini e saette.

E poi? E poi niente. Abbiamo scherzato. Siamo sempre lì, abbarbicati allo scoglio puntuto della Große Koalition in salsa di pomodoro.

“Perché tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”, diceva Tancredi allo zio Principe Salina, ne Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa.

E Consalvo Uzeda di Francalanza, nell’explcit de I Viceré, rilancia: « … Noi siamo troppo volubili e troppo cocciuti ad un tempo. Guardiamo la zia Chiara, prima capace di morire piuttosto che di sposare il marchese, poi un’anima in due corpi con lui, poi in guerra ad oltranza. Guardiamo la zia Lucrezia che, viceversa, fece pazzie per sposare Giulente, poi lo disprezzò come un servo, e adesso è tutta una cosa con lui, fino al punto di far la guerra a me e di spingerlo al ridicolo del fiasco elettorale! […] Ma la storia della nostra famiglia è piena di simili conversioni repentine, di simili ostinazioni nel bene e nel male… Io farei veramente divertire Vostra Eccellenza, scrivendole tutta la cronaca contemporanea con lo stile degli antichi autori: Vostra Eccellenza riconoscerebbe subito che il suo giudizio non è esatto. No, la nostra razza non è degenerata: è sempre la stessa»

Keep calm and stay still.

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