Il minore dei due (ani)mali

Dice il premier Enrico Letta: “[…] basta che buttiamo via la stabilità che abbiamo riconquistato faticosamente e ritorniamo facilmente dentro una condizione di grandissima difficoltà”; e poi aggiunge “Il costo dell’instabilità è pesante per lo Stato e per i cittadini“.

Esegesi: se cade il governo, il Paese precipita nuovamente nell’instabilità e tutti, soprattutto i cittadini, sono fregati (termine tecnico). La permanenza in carica del governo invece garantisce a tutti, soprattutto ai cittadini, la sicurezza tipica della proverbiale botte di ferro.

Riavvolgimento nastro: il governo ha recentemente deciso di abolire la prima rata dell’IMU, l’unico abbozzo – seppur modesto, trasandato e perfettibile – di tassa patrimoniale nella nostra penisola. Per controbilanciare il mancato introito (c’è la crisi, ricordate?), sarà tuttavia necessario recuperare i fondi altrove. Ecco grossomodo come, dove e quanto:

  • 300 milioni saranno tagliati alla manutenzione delle ferrovie.
  • 250 milioni saranno tagliati al fondo per l’occupazione, cioè ai disoccupati.
  • 300 milioni saranno tagliati allo sviluppo delle energie rinnovabili.
  • 55 milioni saranno tagliati alle assunzioni nelle Forze dell’ordine.
  • 30 milioni saranno tagliati all’attività dell’Agenzia delle entrate e al controllo sul lavoro nero.

Una botte di ferro, sì. Come quella di Attilio Regolo, con i chiodi all’interno e lanciata a folle velocità lungo le ripide pendici di una collina.
Ed infatti quello che dobbiamo temere ora è l’invidia dei vicini… (cit.)

Su una cosa possiamo concordare: se cadesse il governo oggi e si andasse a votare domani (o nei prossimi 30-40 giorni), il Paese finirebbe nuovamente nelle mani dell’EgoArcore (crasi da cattiva digestione per “egoarca di Arcore”). Considerando le recenti esperienze e il concorso di colpa nell’inasprimento della crisi (che le ricette di Full Monti non ci hanno aiutato a superare, tutt’altro), non è certo lo scenario ideale. Non è comunque una (buona) scusa per abdicare totalmente ai principi basilari della democrazia. Soprattutto se la scelta tra stabilità e instabilità, permanenza del governo o elezioni, si traduce in un semplice calcolo per stabilire qual è il minore dei due (ani)mali; senza che, per altro, si riesca ad arrivare ad una risposta accettabile.

Master&Commander, The Lesser of Two Weevils (Il minore dei due Ani-mali)

Traduzione:
Aubrey: “Dottore li vedete quei due vermi?”
Maturin: “Sì.”
Aubrey: “Quale scegliereste?”
Maturin: “Nessuno dei due; non c’è una sola differenza tra di loro. Appartengono alla stessa specie di Curculionidi”
Aubrey: “E se doveste scegliere? Se foste costretto a fare una scelta? Se non ci fosse altra soluzione?”
Maturin: [Sospirando] “Bene, se proprio mi spingete…” [inforca gli occhiali] “Sceglierei quello a destra. Ha un significativo vantaggio sia in lunghezza che in larghezza.”
Aubrey: [Esultante] “Ve l’ho fatta! Siete servito! Non lo sapete che bisogna sempre scegliere il minore dei due ani-mali?”


Tutti ridono (cit.)

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2 pensieri su “Il minore dei due (ani)mali

  1. Pensare che siano passati nemmeno due anni e la situazione non è cambiata molto mette un po’ (tanta) tristezza…

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